Il Canto dell’impresa di Igor

Neil Moore/Anonimo Ucraino
IL CANTO DELL’IMPRESA DI IGOR
  (Neil Moore) Anonimo Ucraino, IL CANTO DELL’IMPRESA DI IGOR . Verona, Alessandro Zanella 1988
In 4° (cm34x22), pagg.43. Composizione in carattere Dante e Puskin cirillico della Monotipia Ruggero Olivieri, stampa su carta Hahnemühle con tre incisioni di Neil Moore tirate da Anna Ziliotto. Testo in russo e versione italiana di Eridanio Bazzarelli. Tiratura 90 esemplari.  Rilegatura in cartonato ricoperto di carta a mano grigia con applicata sul quadrante anteriore a stampa l’immagine di un guerriero e un’aquila con armi.  Euro 350 Continue reading Il Canto dell’impresa di Igor

Nicoletta Agostini “Un giorno mentre andavo alla posta… Videos 1999-2010”

il museo del louvre  via della Reginella 8a                                                                    Tel 06.68807725 info@ilmuseodelouvre.com www.info@ilmuseodellouvre.com

Nicoletta Agostini Un giorno, mentre andavo alla posta… Videos 1999-2010    Inaugurazione sabato 11 dicembre 2021 dalle 12 alle 20                                    dall’11 dicembre al 22 gennaio 2022

Nel 2002, un viaggio in macchina dalla stazione di Hudson (NY) ad Art Omi (la residenza d’artista dove mi trovavo quell’estate), suggellò la mia amicizia con Nicoletta Agostini. Durante il tragitto, fatto insieme ad altri due passeggeri, scoprimmo che tutti e quattro eravamo nati nello stesso giorno. Quell’assurda coincidenza creò un’immediata intimità fra noi che quasi due decenni dopo è ancora intatta, anche se ci vediamo raramente. La ringrazio per la sua fiducia nel chiedermi di scrivere questo testo che porta con sé gioia ma anche un po’ di nostalgia. Questa mostra nasce da un incontro casuale che Nicoletta Agostini ha avuto all’inizio di quest’anno con Giuseppe Casetti, il proprietario de ‘il museo del louvre’, archivio fotografico, galleria e libreria d’arte. La fortuita circostanza è la ragione per cui ci viene data oggi l’opportunità di rivisitare la sua straordinaria produzione artistica. Poter rivedere i suoi video è un’occasione rara, soprattutto da quando ha smesso di girarli nel 2010. Infatti tra il 1999 e il 2010 Agostini ha realizzato molte opere in cui sono emersi i suoi interessi per la psicoanalisi e il linguaggio (verbale e non verbale), spesso rappresentandoli con ironia. Da allora si è ritirata dal mondo dell’arte, ha smesso di “lavorare come artista per essere solo un’artista”, usando le sue stesse parole. Storie nelle storie, nella mostra i sette video presentati su piccoli monitor sono sparsi per tutto il negozio: sugli scaffali, tra pile di libri, fotografie e nella vetrina. Vicino al mio cuore c’è How Do You Do? (2003), il lavoro che ha realizzato durante la sua permanenza ad Art Omi: è un video muto in cui vediamo l’artista vestita da Michael Jackson – cappello nero, camicia bianca – camminare e salutare il suo doppio in un lungo corridoio. Direttamente ispirato dalla sua esperienza durante la residenza, è anche una riflessione su un’icona e sulla cultura americana in generale: la domanda “come stai?” chiesta in maniera formale e dai cui raramente ci si aspetta una risposta veritiera. In Interview (2006), mette in scena una conversazione tra lei e lei, sull’arte e il suo significato, impersonando il regista e artista Alejandro Jodorowsky. Quest’ultimo, dopo aver inizialmente accettato di essere intervistato da Agostini, si è poi tirato indietro quando ha scoperto che era un’artista. In questo lavoro, nato nell’inganno, tutte le parole che Agostini usa per descrivere il significato dell’arte sono tratte dalla biografia di Jodorowsky. Un’altra serie di video mostra l’artista che scrive Sorry e Thank You (2008) partendo dal fondo di una pagina e riempiendola a ritroso in un abile esercizio. Infine, in Mi sa di sì (2004), vediamo l’artista in piedi accanto a un muro mentre, sfogliando i petali di una rosa, gioca a “m’ama, non m’ama”. Amplificando la solennità dell’opera, i petali cadono riproducendo il suono di una sveglia. Con noi, Agostini rivisita i suoi lavori passati e allo stesso tempo li mette in qualche modo a riposare simbolicamente nel caos del negozio, lasciandoli liberi di fondersi e archiviarsi. Come poesie tra poesie, i video entrano a far parte di questo archivio: lo spazio diventa il loro deposito ma nello stesso tempo li fa rivivere. Viene da chiedersi se questa rappresentazione, questo divenire di un archivio tangibile e pubblico sia l’ultima tappa dei suoi lavori.

di Anne Couillaud*

*Curatore indipendente, di recente si è trasferita a Nuova Delhi dopo aver vissuto a New York e Seattle curando diverse mostre tra cui “Black box”2015. Couillaud è un contributor di artforum.com

 

 

 

“Italia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori”.

Recita la frase di Mussolini gravata con lettere fasciste sul ‘colosseo quadrato’, alias Palazzo della Civiltà italiana, all’Eur ed ora anche di un popolo di  populisti Meloniani e Salviniani.

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