Federico Fellini 1937-1947. “Il mio amico Pasqualino”.

Rimini Chiesa S.Maria ad Nives  1 novembre -16 novembre 1997  mostra a  cura  di  Giuseppe Casetti  in collaborazione con la Fondazione Fellini. Curatori del catalogo Rossella Caruso e Giuseppe Casetti , progetto e allestimento  Monica Casetti e Giuseppe Casetti. Catalogo con testi di Gianfranco Angelucci , (Direttore della Fondazione Fellini) Rossella Caruso e Giuseppe Casetti . Edizioni “il museo del louvre”. Continue reading Federico Fellini 1937-1947. “Il mio amico Pasqualino”.

Monica Casetti “31 ottobre 1959”

Libreria -galleria il museo del louvre 6 febbraio-1 marzo 1997 mostra a cura di Giuseppe Casetti.

Monica Casetti giovane artista romana, propone l’installazione dal titolo “31 ottobre 1959” sua data di nascita. L’installazione è una pagina autobiografica dove gli oggetti sono frammenti, un filo per ricondurci al presente. Nella prima stanza ci accoglie la penombra e il suono di una campana, nel centro un tavolino capovolto con una foto d’infanzia. Nella seconda stanza un tracciato bianco disegnato per terra con il gessetto bianco a rappresentare il gioco della campana,un vaso bianco rotto, un ritratto dell’artista da bambina disegnato dal padre,vicino alla finestra, una sedia bianca vuota e una fotografia di una spiga di grano a chiudere la grande finestra.

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Giancarlino Benedetti “La seggiovia”.

4 luglio 1996 la seggiovia da piazza Mattei a via della Reginella 28, commediola in un atto di Giancarlino Benedetti.
11 luglio 1996 teatro-poesia-musica a via della Reginella: Giovanna Bemporad, Remo Remotti, Maria Luisa Gorga, Gino Scartaghiande, Valentina D’Urso, Laura Rosso, Giovanna Salabè, Michele Ragazzi, Sergio Sarritzu, a cura di Giuseppe Casetti.

comunicato stampa (fare clic sul testo)

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I CARE: Filadelfo Anzalone e Fausto delle Chiaie.

I CARE: un ciclo di mostre a cura di Giuseppe Casetti.

“In questo secolo come vuole amare se non con la politica o con il sindacato o con la scuola…” Questo scriveva Don Milani e riconosceva in “I CARE”, in questo termine, la forma ultima della sua opera…                                                    Ed è con questo titolo che si apre un ciclo di mostre nello spazio in via dei Serpenti 32 a Roma.

Anzalone mima il comportamento di un cane camminando a quattro zampe nella galleria, in una foto vediamo il sosia si Anzalone nel bel mezzo di una manifestazione dei naziskin, ma questo sosia come lo stesso Anzalone ha i capelli vistostosamente lunghi: Su una parete ci sono degli scatti sull’aggressività dei cani e una lista ch pone termini come: organizzazione-disorganizzazione, follia-lucidità, forza-debolezza. Il titolo dell’allestimento è: “non perdo il pelo non perdo il vizio”. Per l’artista l’emarginazione come l’aggressività, sono problemi centrali per la comprensione di fenomeni sociali.

F.A.

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