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Francesca Woodman
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Francesca Woodman
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Francesca Woodman nasce negli Stati Uniti, a Denver (Colorado), il 3 aprile 1958. Sua madre Betty è ceramista e suo padre George pittore. Sin dal 1959, i Woodman soggiornano a più riprese a Firenze. Acquisteranno poi un casale ad Antella, nella campagna fiorentina, dove Francesca trascorrerà più volte l’estate. Parallelamente inizia il suo iter scolastico a Boulder, la cittadina universitaria del Colorado dove cresce insieme al fratello Charles. Nel 1972 sceglie di iscriversi alla Abbot Academy di Andover (Massachusetts), tra i pochi licei americani che offrono corsi d’arte. A questo periodo risalgono le prime fotografie, sempre eseguite con l’autoscatto e stampate nella sua camera, che ha trasformato in uno studio fotografico. Ammira il lavoro di Man Ray, Duane Michals, Weegee e subisce l’influenza di una delle sue insegnanti, la fotografa sessantenne Wendy Snyder McNeill, che tre anni dopo ritrova alla Rhode Island School of Design (RISD) di Providence. Qui ha come professore anche Aaron Siskind, mentre tra gli amici e compagni di studi ci sono Sloan Rankin, George Lange e Arlene Shechet. Abita in un grande appartamento semivuoto nell'edificio industriale di Pilgrim Mills, dove ambienta numerose fotografie.
Nel 1977-78 vive un intenso periodo creativo come borsista della RISD a Roma. Qui sviluppa ulteriormente i suoi interessi per il simbolismo e il surrealismo, anche grazie all’incontro con Giuseppe Casetti e Paolo Missigoi, i giovani proprietari della libreria antiquaria Maldoror, dove allestisce la sua prima mostra; stringe amicizia con Sabina Mirri, Edith Schloss, Giuseppe Gallo, Enrico Luzzi, Suzanne Santoro, e conosce anche il gruppo di artisti della Transavanguardia.
Dopo un ultimo trimestre di studi a Providence, consegue il BFA in Fotografia e si trasferisce a New York. Trascorre poi l'estate del 1979 a Stanwood, (Washington), insieme al suo compagno Benjamin Moore, e stampa un gruppo di fotografie di dimensioni varie e con un insolito sviluppo orizzontale, che ripropongono il tema, dei corpi nudi o vestiti in comunione panica con la natura. Dopo una mostra-omaggio a Proust, Swan Song, allestita alla Woods-Gerry Gallery (lo spazio espositivo della RISD), Francesca torna a New York. Qui si ingegna facendo diversi lavori e decide poi di cimentarsi con la fotografia di moda, ispirandosi al lavoro di Deborah Tuberville.
Nella primavera del 1980 lavora al Temple project: una sorta di ricostruzione della facciata dell'Eretteo, dove modelle avvolte da panneggi classicheggianti sostituiscono le cariatidi. I vari elementi architettonici del tempio sono stampati a grandezza quasi reale attraverso la tecnica del blueprint (cianografia), che le permette di assecondare il suo desiderio di lavorare anche su grandi formati. Durante l'estate, come artista residente della MacDowell Colony (Peterborough, New Hampshire), sviluppa il tema delle corrispondenze con gli elementi naturali in una serie di provini a contatto: le sue braccia, rivestite di corteccia, sono rami di betulla; il suo corpo, ricoperto da tessuti fiorati, si confonde con il terreno. L’installazione Tree Piece, nel bosco di Peterborough, nasce dall'idea di restituire alla natura ciò che le è stato sottratto.
Per questo lavoro la Woodman utilizza dei blueprints di colore seppia, ma ne realizza anche in blu, indaco, marrone, alcuni dei quali esposti all'Alternative Museum di New York. Nel corso dell'anno partecipa a due mostre collettive presso la Galleria newyorkese di Daniel Wolf, dove conosce i critici Peter Frank, Max Kozloff e il collezionista di opere surrealiste Timothy Baum, che diviene poi suo amico. Nel gennaio 1981 esce l'edizione a stampa di Some disordered interior Geometries (Synapse Press, Filadelfia), uno dei sei libri fotografici d’artista progettati durante il soggiorno romano. Il 19 gennaio si chiude il suo rapporto con il mondo.
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